Tà Moko Maori

Tà Moko by Valeri Tattooist

il Moko facciale, storia e simbologia

Simbolo di appartenenza e distinzione, il Moko facciale indica il grado della persona e lo status sociale al quale appartiene, oltre a raccontare esperienze affrontate durante la propria vita; è una sorta di tatuaggio infinito e in continua trasformazione, perché viene iniziato in giovane età e continua ad essere ampliato durante la vita fino a pochi istanti prima della morte. Il Moko rappresenta per gli uomini una sorta di impronta digitale (non esistono due Moko uguali) e per le donne, cui veniva principalmente tatuato il mento e a volte la fronte e le narici, ed è un simbolo di appartenenza ad un uomo della tribù, oltreché un segno di bellezza.
Altre parti del corpo dove realizzavano il Moko sono: i glutei, le cosce, il collo e la schiena (nelle donne), stomaco e polpacci.

Tattoist Valeri
work ink progress Tà Moko

TOHUNGA – TA MOKO (Tatuatore o meglio Marchiatore)
è considerato TAPU (inviolabile e sacro).


Tā Moko oggi
Dal 1990 c’è stata una rinascita nella pratica del tā Moko sia per gli uomini che per le donne, come segno di identità culturale e riflesso del generale rilancio della lingua e della cultura . La maggior parte del tā Moko applicato oggi viene fatto usando una macchinetta per tatuaggi, ma c’è stato anche un rilancio dell’uso di uhi (scalpelli). Anche le donne sono più coinvolte come praticanti.

valeri in Studio

*Gli europei erano a conoscenza del
Tā Moko al tempo del primo viaggio di James Cook e dei primi visitatori Maori in Europa.

Roberto Valeri, studioso e ricercatore (con grande esperienza della pratica manuale e tradizionale del tattoo), presso il suo Studio Roseline Fashion a Treviso, organizza e realizza Moko esclusivi, disegnati a mano e direttamente sul corpo con motivi che rispecchiano l’iconografia e la tradizione Maori e Polinesiana.

Friends & Clients in Studio

Animale Totem – Mantide Religiosa

MANTIDE RELIGIOSA

dal greco “Mantis“, cioè: “profeta, indovino” e fa riferimento alla postura delle zampe anteriori che ricorda un atteggiamento di preghiera.

Simbologia: Spiritualità e distacco. La mantide dà una connessione con il regno spirituale. Include il concetto di sacrificio e ti aiuta a distaccarti da quello che non supporta la tua evoluzione. Sviluppa il potere del femminile e la capacità di ascolto interiore. “Non si può imbrigliare il vento“.

Le mantidi presentano movimenti attentamente pianificati ed una mentalità umana che usano nella vita di ogni giorno. Un mantra cinese sostiene che “la mantide non fa mai nulla, a meno che non sia completamente sicura di fare la cosa giusta”. Questo significa che le persone dovrebbero unificare le loro anime e le loro menti prima di prendere una decisione, per ridurre le possibilità di fare una scelta di cui potrebbero pentirsi.

Molti vedono questo insetto come un segno di pace più profonda, quiete e l’incarnazione della meditazione. 

Una vecchia credenza sostiene che le mantidi aiutino i bambini che si sono persi a trovare la via di casa, indicando loro la giusta direzione.

La mantide religiosa è un insetto che ha sempre affascinato e impressionato gli uomini per molteplici ragioni, dal suo aspetto antropomorfo, alle sue particolari caratteristiche, abitudini e comportamenti. Analizzando ed indagando tutti questi aspetti da un punto di vista astrologico, si prospetta come essi abbiano continui rimandi e richiami principalmente associato alle simbologie del segno del Toro, che essa governa, e delle importanti accoppiate schematiche con Giove e Venere.
Come già accennato appartiene alla famiglia degli insetti. Una famiglia che, oltre a rappresentare tra i più antichi colonizzatori della Terra e gli esseri viventi più numerosi sul nostro pianeta, presenta una struttura che potremmo definire in un certo senso “matriarcale”, poiché, salvo rari casi, la femmina gode di una superiorità evidente rispetto al maschio. Questa preminenza si manifesta sia da un punto di vista fisico, in quanto essa è sempre sovradimensionata rispetto al maschio, sia da un punto di vista cerebrale, in quanto la femmina è capace di attività e funzioni molto più variegate e complesse rispetto alla controparte maschile. Gli insetti più conosciuti, infatti, come le Api, le Formiche, le Coccinelle, le Cavallette e via dicendo, vengono nominati sempre al femminile, probabilmente proprio per evidenziare e rimarcare questa supremazia. E naturalmente la mantide non fa eccezione…

Il suo nome deriva dal greco “mantis”, che significa profeta, indovino, colui che pre-vede. E sono proprio i concetti della vista e dello sguardo uno dei motivi che hanno contribuito a rendere l’insetto alquanto inquietante. Il viso triangolare presenta sulla sua sommità due grandi occhi sporgenti che portano al culmine un piccolo puntino nero che assomiglia ad una pupilla. Tutto questo sembra in effetti conferire all’insetto quasi uno sguardo Umano. Ed inoltre la possibilità, unica tra gli insetti, di poter ruotare il collo di 180 gradi dà l’impressione che essa possa dirigere il proprio sguardo praticamente in tutte le direzioni. Interessante a tale proposito quello che scrive “Caillois” nel suo libro “Il mito e l’uomo” dove dedica un intero capitolo alla simbologia delle mantidi: “le altre (bestiole) possono soltanto vedere, le mantidi possono guardare”. In molte culture gli si è attribuito addirittura il malocchio: Aristarco riteneva che il suo sguardo presagisse sventura a colui che lo subiva uomo od animale che fosse, mentre presso i Romani se qualcuno si ammalava gli si soleva dire “la mantide ti ha guardato”.

Viene chiamata “religiosa” probabilmente per il suo portamento e per il modo di tenere le zampe: queste vengono raccolte in una particolare posizione che ricorda le mani giunte dell’orante. Anche per questo l’insetto è stato considerato sacro presso molti popoli: ad esempio in Provenza dove è chiamata prégo-Dieou (prega-Dio), in Romania dove è chiamata calagurita (cioè monaca), e presso molte culture religiose si crede che le zampe della Mantide siano sempre orientate verso la Est, il punto cardinale che indica la Vita, la Nascita, la santità.